L’espansione europea di FlixBus: una storia tra successi e ostacoli

L'espansione europea di FlixBus: una storia tra successi e ostacoliQuando all’inizio del 2013 in Germania il mercato degli autobus a lunga percorrenza è stato liberalizzato, la start-up FlixBus ha subito reagito e creato una piattaforma di prenotazione per questo nuovo e conveniente modo di viaggiare. Sempre più piccole compagnie d’autobus si unirono ed i loro mezzi vennero riprogettati per  promuovere apertamente il marchio FlixBus con il caratteristico colore verde (che simboleggia l’effetto positivo sull’ambiente di questa nuova opzione di trasporto). Dopo soli pochi mesi e grazie all’acquisizione di diversi concorrenti, inclusa la compagnia britannica megabus, FlixBus è diventata leader nel settore trasporto a lunga percorrenza su gomma in Germania raggiungendo una quota di mercato di oltre il 90 %.

FlixBus in Europa

Questa eccezionale storia di successo, tuttavia, è irta di ostacoli: FlixBus è in corsa per il mercato europeo da un po’, ma non tutti i paesi sono entusiasti degli autobus verdi.

Svizzera: una vecchia legge è d’ostacolo

Secondo la legge svizzera, solo ad una compagnia svizzera è consentito il trasporto di persone o merci nei collegamenti nazionali. Questo viene definito “cabotaggio” e sbarra la strada a FlixBus che è un’azienda registrata – con sede in Germania. Nonostante questo, FlixBus è interessato ad entrare nel mercato svizzero, come è noto per i prezzi vantaggiosi dei biglietti per viaggi di qualsiasi tipo. Al momento gli autobus verdi effettuano fermate in dodici città svizzere, ma sono ammessi a trasportare solo persone su percorsi transfrontalieri, ad esempio verso destinazioni in Francia, Germania o Italia. Il problema, tuttavia, è che dei cittadini svizzeri potrebbero essere propensi a prenotare un collegamento internazionale, ma in realtà scendere prima, ad una fermata all’interno della Svizzera. Uno di questi casi venne documentato dalla polizia svizzera, sanzionando FlixBus con una multa. Una soluzione potrebbe essere la creazione di una filiale svizzera, ma questa – finora – non sembra essere una delle priorità nell’agenda di FlixBus.

Francia: “La legge Macron” ha spianato la strada

Nella sua veste di ministro dell’economia, il neo eletto Presidente della Repubblica Emanuelle Macron ha aperto la strada alla liberalizzazione del mercato francese degli autobus interurbani, nell’estate del 2015. FlixBus non ha esitato la partenza e fondato una filiale francese, lanciando rapidamente i primi collegamenti in Francia. Ad oggi, tutto il territorio francese è coperto dalle rotte di FlixBus con collegamenti disponibili tra tutte le grandi città e luoghi d’interesse turistico. La compagnia d’autobus tedesca è riuscita ad ottenere la leadership anche su questo mercato lasciando dietro di sè il suo più potente concorrente francese OUIBUS, una compagnia affiliata della ferrovia nazionale francese SNCF.

Austria e Paesi Bassi: manca la concorrenza

In Austria e nei Paesi Bassi FlixBus offre, con successo, sia collegamenti nazionali che internazionali. Mentre circa 3,3 milioni di viaggiatori olandesi hanno fatto uso degli autobus verdi negli ultimi due anni e mezzo, in Austria nel solo 2016 hanno viaggiato con la compagnia tedesca 2,7 milioni di passeggeri. La maggior parte dei collegamenti austriaci di FlixBus è gestita da autolinee nazionali Blaguss e Dr.Richard. Comunque, come SNCF in Francia, la ferrovia austriaca vorrebbe rivendicare la sua parte del mercato e ha così lanciato la sua compagnia associata di autobus Hellö, che attualmente effettua collegamenti con 25 destinazioni in gran parte dell’Europa continentale.

Italia: fallisce la legge anti-FlixBus

Negli ultimi mesi FlixBus è stato oggetto di dibattito in Italia. Quattro politici pugliesi hanno presentato un emendamento ad un decreto già esistente secondo il quale gli operatori di trasporti, o i raggruppamenti guidati da un’impresa che opera in questo settore, possono lecitamente trasportare i passeggeri su tratte interregionali. Un provvedimento che avrebbe portato dunque FlixBus, in quanto piattaforma digitale per la prenotazione dei biglietti che supervisiona l’attività dei pullman, senza possederli in prima persona, al di fuori della legalità. Di conseguenza la cosiddetta legge anti-FlixBus avrebbe significato la fine dell’impegno in Italia di FlixBus. La legge alla fine fallì e ciò significò un ultimo salvataggio per gli autobus verdi.

Una nuova e agguerrita concorrente è stata presentata ad una fiera di autobus la scorsa settimana a Berlino. La nuova compagnia italiana Busitalia Fast – nata dallo sforzo condiviso tra la società Ferrovie dello Stato (FS) e la compagnia d’autobus Simet – lancerà rotte in Italia e Germania con inizialmente collegamenti a 90 città. Una rapida espansione in tutta Europa è l’obiettivo principale di Busitalia Fast. La compagnia afferma che il suo scopo è diventare “la principale azienda di trasporto internazionale a lungo raggio”.

Germania: ostacoli potenziali

Il risultato dell’acquisizione di diversi concorrenti ha fatto sì che FlixBus abbia ora una quota di mercato di oltre il 90 % in Germania. Ciò nonostante non è tutto facile per la compagnia d’autobus. I prezzi dei biglietti attualmente convenienti potrebbero in futuro subire delle variazioni se verrà imposto un potenziale pedaggio per i bus che è ora argomento di discussione nella politica tedesca. Un altro problema è connesso alle leggi di protezione ambientale: in Germania solo i veicoli di determinate classi di emissione sono autorizzati ad accedere in selezionati centri città. Se questa legge diventerà più severa – un altro aspetto del dibattito – agli autobus di vecchia generazione potrebbe essere rifiutato l’accesso a città come Stoccarda, Francoforte o Berlino. L’accessibilità è un altro argomento, ma la decisione in questo caso è già stata presa nel 2013: da gennaio 2020 tutti gli autobus dovranno essere dotati di due posti addetti ai disabili, dispositivi che al momento hanno solo alcuni autobus in Germania.

Scandinavia: procede l’espansione

L’ultimo mercato in cui è entrato FlixBus è quello scandinavo. Con il lancio della compagnia affiliata FlixBus Nordics, le prime città in Svezia ed in Danimarca sono entrate a far parte della rete internazionale. All’inizio di aprile, il primo bus di FlixBus si è fermato ad Oslo che è stata la prima fermata norvegese servita dalla compagnia tedesca. Quale reazione avranno le compagnie scandinave come Swebus al nuovo competitore? Se FlixBus avrà successo anche in Scandinavia si vedrà solo in futuro.

Il Regno Unito: uno spazio vuoto (per adesso)

Anche se FlixBus ha acquisito la rete europea continentale di autobus a basso costo britannica megabus, le isole britanniche rimangono uno spazio vuoto per l’azienda in continua espansione. L’unica fermata di FlixBus nel Regno Unito è attualmente Londra che fa parte dei collegamenti transfrontalieri da Amsterdam, Parigi e da alcune altre metropoli. Per ora rimane poco chiaro se e quando FlixBus collegherà anche altre città britanniche in futuro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *