Viaggiare in autobus in Europa

Viaggiare in autobus in Europa

L’emergenza COVID-19, cominciata all’inizio del 2020 in Europa ma già presente in altre zone del mondo nei mesi precedenti, sin dal suo esordio ha causato innumerevoli limitazioni circa gli spostamenti e i viaggi nel mondo. La situazione globale della pandemia è in continua evoluzione e così pure le misure di contenimento prese dai singoli paesi, prima di decidere di viaggiare in autobus Europa è dunque importante informarsi sulle misure di contenimento di ciascun paese.

Con questo articolo cercheremo di tenervi aggiornati sulle restrizioni presenti, paese per paese nel Vecchio Continente, così da garantirvi un quadro complessivo della situazione.

Viaggiare in Europa: informazioni generali per chi parte e chi rientra in Italia

Dal 3 giugno del 2020 i confini del nostro paese sono stati nuovamente aperti e così pure sono consentiti gli spostamenti tra una regione e l’altra. Non fanno eccezione la Repubblica di San Marino e lo Stato della Città del Vaticano.
Sono inoltre possibili tutti gli spostamenti verso gli stati membri dell’Unione Europea, verso i paesi che fanno parte dell’accordo Schengen (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera) e verso la Gran Bretagna e l’Irlanda del Nord.

Per quanto riguarda il rientro in Italia: fatta esclusione per Croazia, Grecia, Malta, Spagna, Romania e alcune regioni della Francia, non è necessario effettuare la quarantena né specificare il motivo di viaggio. Considerata però la situazione in continua evoluzione si consiglia di verificare, prima di viaggiare in autobus in Europa, eventuali nuove disposizioni regionali sui siti web ufficiali delle regioni e sul sito del Ministero degli Affari Esteri.

Chi rientra in Italia da Croazia, Grecia, Malta, Spagna e alcune regioni della Francia (Alvernia-Rodano-Alpi, Corsica, Hauts-de-France, Ilȇ -de-France, Nuova Aquitania, Occitania, Provenza-Alpi-Costa Azzurra), per Ordinanza del 20 Settembre 2020, deve presentare prova di un test Covid-19 negativo o sottoporsi entro 48 dall’ingresso in Italia a tale test.

Per chi rientra invece dalla Romania vige l’obbligo di isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria.

Ma qual è dunque la situazione nel resto d’Europa? Vediamo allora tutte le restrizioni presenti e le nuove regole per viaggiatori e turisti.

Viaggiare in Europa: Italia

Viaggiare in Europa durante l’emergenza Covid-19: informazioni sui singoli paesi

Spagna e Portogallo

I confini della Spagna sono aperti a tutti i visitatori Europei e Schengen, ma a partire da luglio è richiesta la compilazione di un questionario online sul proprio stato di salute, oltre a un controllo sanitario prima dell’ingresso (controllo della temperatura e controllo sullo stato di salute generale del passeggero).
Dal 25 ottobre la Spagna ha dichiarato inoltre un coprifuoco nazionale (non si può uscire dalle 23 alle 6). Si segnala poi che l’apertura dei confini tra le regioni potrà variare da territorio a territorio.

Il Portogallo è aperto a i turisti, ad eccezione dell’arcipelago di Madeira e delle Azzorre, dove per entrare è necessario presentarsi con un test negativo per il Covid-19. Serve un test negativo anche per i visitatori in arrivo da zone ad alto rischio.
Dal 4 novembre è stato dichiarato un lockdown parziale, con limitazioni degli spostamenti tra regioni.

Regno Unito e Irlanda

A partire da domenica 18 ottobre l’Italia verrà inserita tra i paesi ad alto rischio di contagio dal governo britannico. I viaggiatori in arrivo dall’Italia verso il Regno Unito dovranno osservare un periodo di isolamento fiduciario di 14 giorni presso hotel o indirizzo privato.
Da giovedì 5 novembre fino a inizio dicembre si prevede per l’Inghilterra un altro lockdown: pub, ristoranti e negozi non essenziali verranno chiusi. Inoltre tutti gli spostamenti interni sono fortemente scoraggiati.

L’Irlanda sconsiglia fortemente i viaggi non essenziali da e per l’isola. Tutti i visitatori sono obbligati a compilare un questionario da consegnare all’arrivo nel paese, oltre alla quarantena obbligatoria di 14 giorni. Inoltre, dal 6 ottobre il governo invita i cittadini e i viaggiatori a evitare gli spostamenti tra contee, ad esclusione di chi viaggia per motivi essenziali o di lavoro. Fino a dicembre vige inoltre la chiusura di tutti gli esercizi commerciali non essenziali e si invita la popolazione a rimanere in casa, con il divieto degli spostamenti oltre i 5 km dalla propria abitazione (esclusione fatta per comprovati motivi di lavoro).

Viaggiare in Inghilterra
Francia

Il paese transalpino è aperto ai visitatori, sebbene l’intero paese sia dal 29 ottobre in un nuovo lockdown che prevede la chiusura di bar, ristoranti e negozi non essenziali. Ai viaggiatori in arrivo si richiede la presentazione di un test COVID-19 con risultato negativo, effettuato nelle 72 ore antecedenti l’ingresso in Francia o effettuato una volta entrati nel paese.

Belgio e Paesi Bassi

Il Belgio, a partire da agosto, ha inserito l’obbligo per tutti i visitatori di compilare un questionario sulla propria salute 48 prima dell’ingresso nel Paese. La quarantena è obbligatoria o consigliata per chi arriva da aree ad alto rischio in Europa.
Per quanto riguarda l’Italia, sono state inserite nella lista delle zone “rosse” tutte le regioni tranne le Marche, il Molise, la Puglia, la Basilicata, la Calabria e la Sicilia che sono invece inserite nella lista delle zone “arancioni”.
Dal 19 ottobre e per la durata di un mese è stata disposta la chiusura di bar e ristoranti su tutto il territorio. Vige inoltre il divieto di circolazione tra le ore 24 e le ore 5 del mattino in alcune zone (Vallonia e Bruxelles).

I Paesi Bassi hanno riaperto i confini, ma ai turisti è richiesto di compilare un formulario prima dell’ingresso nel paese. La quarantena di 10 giorni è è obbligatoria per chi arriva da zone europee ad alto rischio. Per i dettagli sui paesi ritenuti ad alto rischio si rimanda al sito ufficiale del Governo dei Paesi Bassi.

Germania, Austria e Svizzera

I confini della Germania, aperti ai tutti gli stati dell’UE nel mese di giugno, tornano a chiudersi, almeno parzialmente. Dal 2 novembre il paese si trova infatti in uno stato di “lockdown light” che prevede la chiusura, oltre di ristoranti, cinema, teatri etc., anche dei confini nazionali per viaggi a scopo turistico. Sarà infatti per tutto il mese di novembre impossibile pernottare per turismo in Germania.
Si impone inoltre un test Covid-19 a tutti i visitatori in arrivo da tutte le aree a rischio segnalate dal Robert Koch Institute. Al momento, sono state inoltre inserite tra le aree ad alto rischio dieci zone italiane: per chi entra in Germania da Lazio, Lombardia, Umbria, Valle d’Aosta, Piemonte, Toscana, Veneto, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Sardegna e provincia di Bolzano è obbligatoria la quarantena.

La Svizzera ha riaperto i suoi confini a tutti i paesi europei. Vige però l’obbligo di quarantena di 10 giorni per coloro che nei dieci giorni prima dell’ingresso nel Paese abbiano soggiornato in uno Stato o in una regione considerata ad alto rischio di contagio. Al momento Campania, Liguria, Sardegna, Veneto e Liguria rientrano in questa lista.

L’Austria, a lungo rimasta chiusa, ha riaperto i suoi confini. Non sono previste restrizioni se non per i visitatori in arrivo da Romania,  Bulgaria, Croazia e Spagna (ad eccezione delle isole Canarie, le regioni Ile-de-France e Provenza-Alpi-Costa Azzurra in Francia, le regioni di  Lisbona e del Norte in Portogallo e la regione di Praga).
Dal 30 ottobre il paese si trova sotto un nuovo lockdown. Si prevede la chiusura di ristoranti e bar tra le 20 e le 6 e chiusura degli impianti sciistici.

Viaggiare in Austria
Slovenia e Croazia

La Slovenia ha compilato una lista di paesi “verdi”, da cui è possibile arrivare senza doversi mettere in quarantena. Al momento, l’Italia è stata però inserita tra i paesi “arancioni”. Le condizioni di ingresso nel Paese per i cittadini italiani in ogni caso non cambiano. Non vi è obbligo di quarantena né di esibizione di un test negativo al Covid-19 all’ingresso.

La Croazia è aperta a tutti i cittadini europei, ma è fortemente consigliato ai visitatori di compilare un questionario sulla propria salute precedentemente all’arrivo nel paese. L’ingresso è consentito anche a cittadini extra UE purché si presenti l’esito negativo del tampone all’ingresso nel Paese. Il test deve essere effettuato al massimo 48 ore prima del viaggio.

Grecia

Le spiagge e le isole della Grecia hanno riaperto al resto dell’Europa, ma per entrare è comunque obbligatorio compilare un questionario, il cosiddetto Passenger Locator Form (PLF), prima dell’ingresso nel Paese. Sarà necessario mostrare all’arrivo il QR code che attesti l’avvenuta compilazione del PLF, pena il rimpatrio a proprie spese nel paese di provenienza.
Le Autorità greche si riservano inoltre la possibilità di testare con tampone i turisti in entrata su base randomica. Chi dovesse risultare positivo sarà soggetto a 14 giorni di quarantena obbligatoria.

Viaggiare in Grecia

Lettonia e Lituania

Per entrambi i paesi si richiede ai cittadini italiani un isolamento volontario, rispettivamente di 10 e 14 giorni.

Altri paesi

Non vi sono limitazioni per l’ingresso di viaggiatori provenienti dall’Italia verso Lussemburgo, Slovacchia, Svezia, Romania, Repubblica Ceca, Islanda, Danimarca, Polonia e Bulgaria.
La Norvegia ha invece inserito l’Italia tra i paesi ad alto rischio, e consigliamo dunque di verificare con il sito del Governo locale eventuali restrizioni prima di mettersi in viaggio. La Finlandia, dal 19 settembre, ha reintrodotto numerose limitazioni agli spostamenti verso il Paese. Gli ingressi a viaggiatori provenienti dall’Italia sono consentiti solo per lavoro o motivi essenziali.

Trovate ulteriori informazioni su come comportarsi da viaggiatore durante la pandemia sul nostro blog.

Infine, è possibile che per i prossimi mesi a venire gli spostamenti in Europa siano limitati, allora perché non considerare un viaggio in Italia? Le nostre regioni offrono una varietà di paesaggi e di luoghi interessanti da visitare, ricchi di storia e cultura, tutti a portata di autobus!